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Titolo fumetto: La peste dei re

Di Adjim Danngar
(soggetto e sceneggiatura di Marcello Toninelli)

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La peste dei re: tavola 1

Ci troviamo in un Centro di primo soccorso e smistamento italiano, osserviamo cosa succede dopo i drammatici sbarchi di immigrati che vediamo tante volte in TV.
Siamak, giornalista iraniano, è arrivato in Italia con il figlioletto Ramin per sfuggire alla censura del suo paese che stava per arrestarlo. Padre e figlio sono sopravvissuti al naufragio della barca su cui viaggiavano assieme alla madre, che purtroppo non è riuscita a farcela. Intorno a loro, altri immigrati rassegnati a entrare nella clandestinità, sopravvivendo con lavori irregolari in attesa di tempi migliori, o scegliendo la strada in apparenza più facile e allettante della criminalità.
Siamak, per spiegare al bambino la nuova situazione, si inventa la favola di un cantastorie che è costretto assieme al figlio a fuggire dal Regno degli Uomini Blu verso il Paese dei Candidi, dove nessuno riesce a vederlo. Come il cantastorie, anche Siamak si sente un fantasma nella nuova realtà. I forti rimandi simbolici del fumetto, disegnato dal giovane autore del Ciad Adjim Danngar, egli stesso richiedente asilo in Francia, trattano di argomenti quanto mai attuali.
All'interno dell'UE i rifugiati, all'inizio del 2005, erano quasi due milioni. Mentre le domande d'asilo diminuiscono sensibilmente dal 2001, nei paesi di nuova adesione come la Polonia, Cipro e Malta nel 2004 c'è stato un aumento. Nei primi sei mesi del 2005 le domande presentate in Europa sono state più di 100.000. La Serbia- Montenegro, compreso il Kosovo, è stato il paese di provenienza del maggior numero di richieste (10.800); seguono la Cina (9.400), la Federazione Russa (9.400), la Turchia (7.100), l'Iraq (5.700) e Haiti (5.300).
Non solo la ricerca di asilo, ma anche l'emigrazione per motivi economici spinge tante persone disperate ad affidarsi a organizzazioni criminali per emigrare. Ed è durante gli infiniti viaggi che devono affrontare, stipati su mezzi troppo piccoli e non correttamente funzionanti, che centinaia di persone perdono la vita come la mamma di Ramin. Le difficoltà di incontro tra la crescente offerta di forza lavoro straniera e l'elevata domanda di manodopera immigrata nei paesi di accoglienza rendono, in molti casi, altamente redditizio per le reti criminali il raggiro illegale di queste barriere. Ne risulta un drammatico aumento della tratta degli esseri umani. Anche per questo l'Unione europea sta cercando di mettere in campo vari strumenti per regolamentare l'immigrazione.